Maria Luisa Ritorno

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Si diploma presso il Liceo Artistico di Brera. Tra i suoi maestri figurano Ugo Vittore Bartolini, Vitaliano Marchini, Gianfilippo Usellini. Inizia giovane ad insegnare, nel 1957 è docente presso l’Avviamento sperimentale dell’Umanitaria di Milano; qui si è trovata coinvolta in un clima innovativo che non l’avrebbe più abbandonata.
Nonostante l’impegno scolastico, sente l’urgenza di trovare un proprio linguaggio espressivo.
Sono anni di studio e di ricerca attraverso l’esperienza di varie tecniche. L’attrazione per le arti primitive la induce ad un interesse particolare per la maschera che diventerà per lei un soggetto importante da studiare ed interpretare.
Negli anni Sessanta frequenta il corso di Scenografia all’Accademia di Brera con Tito Varisco; discute la tesi ”Mejerchol’d e l’Avanguardia teatrale Russa” con Guido Ballo, (grata a Nicola Benois, che le ha fornito preziose documentazioni a riguardo.)
Durante gli anni di incubazione della legge Basaglia, partecipa con opere grafiche all’allestimento di spettacoli sperimentali, di e per gli ospiti dell’Ospedale Psichiatrico “Luigi Antonini” di Limbiate; crea maschere per i corsi di teatro dell’università della terza età dell’Umanitaria.
Sul finire degli anni Ottanta ha inizio una fase che sembra dare risposta alle sue esigenze espressive: si dedica con grande interesse alla scultura, la terra, l’argilla è il mezzo che preferisce per esprimersi (nella sua mente é presente il “pensare in terracotta” che si proponeva Arturo Martini).
Dopo un primo periodo figurativo, la sua ricerca volge oltre l’aspetto realistico,verso una sintesi che la porta ad esprimersi con forme stilizzate, geometriche che si concretizzano in una plasticita’ astratta.
E’ stata socia della Famiglia Artistica Milanese, dove é venuta a contatto con molti artisti . Partecipa a numerose mostre ed ad importanti rassegne artistiche su tutto il territorio nazionale, ricevendo consensi di critica.
Alla ricerca di un dialogo tra letteratura e scultura, partecipa piu’ volte, con successo, alla mostra concorso “ Cesare Pavese” a S. Stefano Belbo e nel 2010 le viene assegnato il premio della Giuria. Dal 2007 fa parte dei soci artisti della Permanente,è socia dell’U.C.A.I. Vive e lavora a Milano.

Esperienze

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Sue opere si trovano presso :
l’Umanitaria di Milano,
la libreria Bocca di Milano, la Biblioteca civica di Albairate (Mi),
il Museo di Palazzo Oddo di Albenga,
la Raccolta d’Arte contemporanea a Palazzo Gasparini di Mercatello sul Metauro (PU)

Hanno scritto di lei

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Pubblicazioni

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”De Sculptura”, a cura di Lodovico Gierut, Caleidoscopio Carrara 2008
“Arte e Grafologia 2”,Ed.Archivio Gierut, Marina di Pietrasanta (Lu) 2010
“Terza dimensione”, a cura di Paolo Levi e Virgilio Patarini, ed. Giorgio Mondadori Milano 2010
“Ars Futura” percorsi nella scultura 2011, a cura di Enrica Frediani, ed. Caleidoscopio Carrara 2011
è citata nel libro "la via italiana all'informale", a cura di Virgilio Patarini, ed. Giorgio Mondadori Milano 2013

Cataloghi

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“La scultura”,Carrara, 2002; “Elogio della mano” Volterra/Carrara, 2004
“Scultori della Permanente di Milano,” Garbagnate Milanese, 2008
“Desio Artisti della Permanente, 2008
“Gravedona Artisti della Permanente”, 2008
“Duemiladieci Artisti della Permanente, Palazzo della Permanente, Milano
“Premio citta’ di Novara” Broletto ,Novara, 2005/06/09;
“Un quadro per rinascere” Viareggio, 2010
“Ritornare sull’Arca”, Ambrosianeum, Milano, 2012
“koine’ 2012” Galleria Zamenhof, Milano
“Dramatis personae” Palazzo della Racchetta Ferrara, 2013
"RUOTANDO Garage Milano" Milano, 2013
"KOINE’2013" Palazzo della Racchetta Ferrara
Fa parte dei Soci-artisti della Permanente di Milano, ed è socia dell’UCAI

Note critiche

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Clizia Orlando
“E’ la terracotta il principale referente della volontà plastica di Maria Luisa Ritorno. Il percorso di sperimentazione della scultrice ha segnato, nelle differenti tappe, le potenzialità espressive della materia, passando da un’iniziale esperienza figurativa a sviluppi di chiaro assunto astratto. Le sue sculture possono essere definite quali forme risolte in una pura essenzialità plastica: leggere e sintetiche evoluzioni crescono, si assommano, s’intersecano nell’impianto dell’opera per assurgere ad una raffinata sintesi dell’idea. (….) Attorno all’opera si esplicano le coordinate di un ambiente altro, dove tutto si fa sinuosa movenza, parola sussurata, frammento di suono, nella poetica di una caratterizzazione plastica in cui si trasferiscono presenze simboliche memoriali; forme liricamente evocate quale vitale riferimento affettivo quanto immaginativo. L’opera respira una propria autonomia nell’affermazione di un lavoro carico di sensualità e sensibilità, che trova nell’equilibrato rapporto delle proporzioni il suo senso di unità”.
Clizia Orlando, nella presentazione della mostra “La poetica del colore tra forma ed astrazione”,
Galleria Artanda, Acqui Terme, luglio 2009.

Teodosio Martucci
(….)“La scultura per Maria Luisa Ritorno inerisce al problema forma-spazio. L’aspetto narrativo-realistico passa in secondo piano rispetto all’esigenza di pervenire ad una forma estremamente stilizzata che incarna il processo che dalla pura sensazione conduca all’eleganza profonda della meditazione. Ecco quindi, nelle geometrie e nelle stilizzazioni, il volto di una plasticità dai contorni neometafisici, di pronunciata bellezza, che scaturisce dalla compenetrazione di fantasia e ragione. Una scultura di aperto e limpido messaggio espressivo”.
Teodosio Martucci, in Artecultura, 5 maggio 2005.

Lodovico Gierut
(….) Maria Luisa Ritorno s’è calata in un mondo reale dove riconosce e si riconosce , dunque è la solidità di una piattaforma culturale a veicolare oggi quelle sue istanze che non sono l’arido frutto di un accademico tirocinio, bensì lo studio di circostanze e di fatti e di situazioni che risponde all’integrazione del soggetto con l’oggetto (la scultura), e i raggiunti traguardi non chiudono un ciclo, bensì proseguono attraccando ad altri porti dove la sosta si attiva, costruisce significandosi, dandoci valori destinati a durare e a comunicare. La costruzione della materia è passata anche inconsciamente da positive indagini e conoscenze trascorse, e i risultati sono qui – davanti a noi – segnati da un idealismo dove la “Metamorfosi” s’unisce alla “Maternità” e al “Perdono” (terra refrattaria patinata con delicatezza), segno concreto di una meditazione divenuta conquista …
Ludovico Gierut, in “De Sculptura”, Caleidoscopio Edizioni, Carrara, 2008)

Paolo Levi
Nei lavori plastici di Maria Luisa Ritorno si trovano profili animati da una profonda ricerca spirituale, che nella loro ineffabile leggerezza si sviluppano verso l’alto con un movimento progressivo e misurato, privo di scatti improvvisi, come se la materia respirasse leggera espandendosi in evoluzioni progressive, che si muovono sulla scia di sottili curve e spirali. (….) La scultrice modella la refrattaria con maestria, creando strati sottili che sembrano uscire vincenti da una silenziosa lotta contro le leggi della gravità. I cromatismi usati sono anch’essi ariosi, passando dalla morbidezza del bianco alla delicatezza del rosa, o ancora alla quieta serenità espressa dal giallo pallido e dall’azzurro polvere. La luce esterna accarezza le forme mettendone in risalto le superfici, enfatizzando il delicato avvicendarsi di pieni e di vuoti, dove tuttavia appare una prevalenza delle incavature, che nella loro ombrosità sembrano offrire accoglienza a una riflessione pensosa. (….) Questi lavori raccontano con evidenza l’animo dell’artista, parlano di delicatezza e sensibilità e, si direbbe, di un’innegabile forza interiore, che supera i conflitti senza lasciarsi travolgere, per tendere ad una assorta spiritualità. (….) Di fronte alle opere di Maria Luisa Ritorno diventa naturale fermarsi in contemplazione, per meglio afferrare il percorso tracciato dalle linee che, nella loro coinvolgente ritualità, conducono al raccoglimento, e ad abbandonare le contingenze del quotidiano per raggiungere una dimensione di quiete profonda.
Paolo Levi, in “Terza Dimensione”, Editoriale Giorgio Mondadori, Milano, 2011

Enrica Frediani
La scelta linguistica di Maria Luisa Ritorno è orientata verso l’armonia, l’equilibrio e la sintesi della forma risolvendosi in eleganti esiti figurali che non mancano di evidenziare sorprendenti definizioni del materiale plastico. Nell’operare l’autrice mette in atto una serie di volute finalizzate alla creazione di superfici caratterizzate dai giochi dei pieni e dei vuoti, capaci di trattenere gli effetti chiaro-scurali della fonte luminosa.
Enrica Frediani, in “Ars Futura. Percorsi nella scultura 2011”, Caleidoscopio Edizioni, Massarosa (Lu), 2011

Carlo Catiri
Scultrice di grande capacità tecnica e di elevata sensibilità formale, il suo percorso artistico la porta a sperimentare la tecnica della lavorazione dell’argilla che l’artista domina con grande sicurezza e con risultati di grande efficacia. Nella mostra presenta una sua nuova opera dal titolo Confronto tra l’Io e l’Es in cui il dialogo tra due presenze enigmatiche si risolve in un “unicum” in simbiosi con l’ineluttabilità dell’esistere. L’opera sfugge ad una classificazione definita e ci sbalordisce con una forma elegante, sinuosa, leggera e mutevole, forse una presenza che ancora si nasconde nell’Arca.
Carlo Catiri, dal Catalogo della mostra “Ritornare sull’Arca” organizzata dall’U.C.A.I., Milano, maggio-giugno 2012.

Contatti

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